
Care Mani calde del mio Presidente della Repubblica,
quel tremolio delle vostre dita mi hanno detto molto di più di ogni discorso.
ho pensato a quante volte voi, Mani, vi siete vergognate d'armarvi contro i fascisti contro i nazisti e avete preferito il mondo incantato della pellicola o il nero inchiostro di lotta ; ho pensato quanto caldo abbiate potuto provare quando colla tessera le mani di vostra madre vi porgeva il pane, ho pensato a quella ruvida sensazione che si prova a toccare le rovine dei palazzi col tatto che ricorda ancora la sabbia umida del mare.
Care mani del mio Presidente della Repubblica il fremito che provate ogni qual volta nessuno sa più ciò che sta per compiere con sufficienza mi da speranza perché so e posso credere ancora in voi alle vostre esperienze al vostro vissuto.
Io credo ancora nel vostro terrore di fronte all'ingenuità dei presenti.
io più che ad ogni parola credo nella pietà delle vostre mani.



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