venerdì 19 agosto 2011

punto,da capo


eccomi .
punto e da capo
uguale a prima collo stesso malessere
colle stesse brutte sensazioni
abbandono
naufragio
cartelle di marmo che posso sfogliare
e masso su masso
pesano
ognuna col suo titolo:
convivenza
amore
età
sesso
parole
lasciata sola
incontrata
persa
...
chi era a bussare?



mercoledì 20 ottobre 2010

e come il lutto i pizzi dietro la carne
sembrano colletti inamidati
non sarò madre non sarò nulla
se non l'ago della bilancia che oscillando
decide quale panca occupare per la santa messa
dietro questa pelle cattedrale di paesini francesi
dietro questa pelle vetrate in spicchi decorano l'anima la colorano
e questo caldo brucia nel blu e nella porpora e nell'ocra
una elisabbettiana sensazione sono dentro questo corpo
una sposa vedova magnificata dall'austera
bellezza delle ombre dei paraventi che dividono il coro
passo per passo giungono le gambe

lunedì 18 ottobre 2010

+6 care calde mani del mio Presidente della Repubblica




Care Mani calde del mio Presidente della Repubblica,
quel tremolio delle vostre dita mi hanno detto molto di più di ogni discorso.
ho pensato a quante volte voi, Mani, vi siete vergognate d'armarvi contro i fascisti contro i nazisti e avete preferito il mondo incantato della pellicola o il nero inchiostro di lotta ; ho pensato quanto caldo abbiate potuto provare quando colla tessera le mani di vostra madre vi porgeva il pane, ho pensato a quella ruvida sensazione che si prova a toccare le rovine dei palazzi col tatto che ricorda ancora la sabbia umida del mare.

Care mani del mio Presidente della Repubblica il fremito che provate ogni qual volta nessuno sa più ciò che sta per compiere con sufficienza mi da speranza perché so e posso credere ancora in voi alle vostre esperienze al vostro vissuto.
Io credo ancora nel vostro terrore di fronte all'ingenuità dei presenti.
io più che ad ogni parola credo nella pietà delle vostre mani.

venerdì 24 luglio 2009

CAZZO!

 

 

credo ancora, lo credo davvero, ho ancora delle opinioni sul  nostro rapporto.

ne il tempo sembra farsene beffa.

che rapporto competitivo,  sono stanca.

Sono stanca di pensare per due e favoreggiare te.

io il mio Io lo ho, ho un mio Ego che vorrei vezzeggiare e per quanto le tue richieste  , le tue accuse

nonostante lo sforzo di indipendenza psicologica  mi afferri e legacci le caviglie che ti passano per lo sguardo.

quante persone sono per te per giustificarmi alla gente?

quante vuoi che ne possieda o nasconda per renderti felice?

perché devi giustificare coi tuoi cari e cogli estrani il mio distrattissimo, perché tradirmi tradire quell’unica me che mi lega a te e nel farlo camuffarci la mia individuale unicità che ti ha reso felice all’ora?

quante volte mi vorrai ancora in stato confusionale, quante volte, per darti tempo di svagarti, spazio per lavarti dalle colpe.

la lucidità che possiedo, la cultura che ho, la passione che brucio che credi, che la nasconda anche a me?

ma sei un folle, uno stolto a crederlo, io ci rinuncio a fartene partecipe ma in me è presente, chiara, ha un discorso logico e non possiede machismo di sorta ma un umile rinuncia al mondo che  probabilmente non comprendesti al suo manifestarsi e t’ostini a rinfacciarmela.

se ti nascondessi la mia frustrazione , la mia delusione, se fingessi per te nuovamente felicità per quel che sono  e che siamo e se nel far ciò ti dimostrassi la mia individualità: m’accuseresti!

la tua pazienza alla mia lucida visione del noi,mi sconvolge mi ribrezza

il tuo amore mi snerva mi rende oggetto, un suppellettile.

non è il tuo amore a legarmi a te,  posso ancora decidere.

posso ancora avere un opinione.

un’ opinione lucida di me con te che se ne infischi di quel tutto tuo amore .

per quanto tempo lo nasconderò e tra quanto questo mi beffeggerà dicendomi : ancora qui? non lo sapevi già?

la questione è questa:

quanto ci tengo a sapere di me da te?

se te prendessi valore di me , potremmo essere , dell’altro ma potremmo provare ma magari sono stanca

stanca di non essere io per te

stanca di rimandare, di ripropormi di farlo da sola.

mercoledì 22 luglio 2009

mi derido….


IMGA0004

sempre più buffa, sempre più legata, sempre meno quello che credevo, sempre più buffa….

mi derido.

lunedì 2 giugno 2008

perchè penso che valga la pena conoscerti

perché in quel ristorantino di velluto rosso e lampadari di cristallo ad Annecy sul ponte mentre buttavo i gusci d'ostriche nel cestello dello champagne divenuta vestita d'occhi altrui e porpurea tu hai rottato per togliermi dall'imbarazzo

lunedì 5 maggio 2008

Una sigaretta, una vergogna


Fascisti
ecco cosa siamo stati e siamo noi tutti no nazisti
ed il prefisso neo mi sembra realmente superficiale come lo sono gli ambienti collegatesi
basta allontanarci dalla Nostra Storia, siamo stati Fascisti e no nazisti!
e non è un bene scaricarsi da addosso
le nostre brevi responsabilità nel mantenimento di certi valori.
Siamo Fascisti no Nazisti, né l'uno è più temibile dell'altro pensiero, dell'altra Identità
ma è mi sembra bene rammentarsi che qui c'è e c'è stato un Movimento Fascista e no Nazista
e sopratutto bisogna ammettere che
i Nostri Figli se debbono essere intolleranti e ignoranti non possono che essere Fascisti