lunedì 2 giugno 2008
perchè penso che valga la pena conoscerti
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lunedì 5 maggio 2008
Una sigaretta, una vergogna
Fascisti ecco cosa siamo stati e siamo noi tutti no nazisti
ed il prefisso neo mi sembra realmente superficiale come lo sono gli ambienti collegatesi
basta allontanarci dalla Nostra Storia, siamo stati Fascisti e no nazisti!
e non è un bene scaricarsi da addosso
le nostre brevi responsabilità nel mantenimento di certi valori.
Siamo Fascisti no Nazisti, né l'uno è più temibile dell'altro pensiero, dell'altra Identità
ma è mi sembra bene rammentarsi che qui c'è e c'è stato un Movimento Fascista e no Nazista
e sopratutto bisogna ammettere che
i Nostri Figli se debbono essere intolleranti e ignoranti non possono che essere Fascisti
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venerdì 25 aprile 2008
Per MC perchè la colpa è la tua
"One Of These Mornings"
One of these mornings
Won't be very long
You will look for me
And I'll be gone
MOBY e Patti La Belle
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giovedì 24 aprile 2008
note calde
Di quanto componenti può essere composto un servizio di creta?
di caffè? Si, anche ma anche di Piatti...
Un servizio di creta? Si ma anche di terracotta , lo preferisci?
Lo preferisci di ceramica o Porcellana se vuoi, se ti è più gradito
Sai, pezzo per pezzo, grezzo come il tuo sorriso di creta.
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Scappa , Bruna, Fuggiti
Qui, al termine di questa galleria,
Qui al limite del corpo
Qui sul lembo infinito della mia pelle
Qui io non mi conosco più, non so darmi un spinta e non so come uscirmi
travarasmi di bocca in bocca
Qui sul tramonto dei miei suoni
Qui sulle echo dei miei sguardi
Qui e purtroppo qui
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mercoledì 23 aprile 2008
e se fosse?
e se fosse proprio così?
e se il mio grembo stesse fiorendo?
e se te e se io
se insieme, infondo?
Massimo?
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Tic-Toc
Tic....Passa...
Passa mi guarda e ride..
Oddio i suoi occhi ridono!
Perchè?
Cosa lo spinge ad amarmi?
A credere in me, come Persona?
A credere in quello che solo potrei fare?
Perchè?
Toc...
Passa...
E non ho tolto le batterie agli orologi, non li ho predati
Ridi? Anche io.
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lunedì 21 aprile 2008
Ivan,
non è andata tanto male OGGI
hai trovato una scheggia di sega, poi fuori non facevano meno 40 gradi
e la doppia razione a pranzo e cena
sei fortunato ...
Quasi Felice
mio
ALEKANDR SOLGENITSYN
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martedì 25 marzo 2008
distillato di desio...
Sensazione di zenzero...
tornerai?
falsare le rime...
indossare le dita...
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mercoledì 19 marzo 2008
Ti ho conosciuto leggendoti, è da molto che non lo fai, latta smaltata di bianco che pervade questa alba, sei sicuro d'amarmi ancora?
Avevo un destino e un fato ora questo mi sbriciola per passeracci e corvidi, immobile, qui sulla sedia per il ritratto migliore, un immagine curva mi destina a te: un orizzonte, un'arancia, un petalo di magnolia, un grembo vivo, un cumulo nembo, il fumo di un incenso.
Avrei dovuto saperti amare di più, avrei dovuto.
Ma tutto ripiega su se stesso e questa veste annoda dita che nell'attesa vibrano.
Amore, dallo sguardo lontano, dal sorriso immobile dalle braccia ramificate, non fato, ma il mio destino.
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lunedì 18 febbraio 2008
Quando questo estranio che ho dentro, risiede, non definisce i contorni, si mischiano ippocastani e cinguettii, cosa avrei dovuto fare?
Vietargli d’albergare?
Quale panchina, hai scelto? Al suono dolce delle folate posso se vuoi definirti le emozioni. Quanto hai ancora intenzione di aspettare? Lo sai, che gli occhiali si son divisi in due. Metà lente , metà lente.
Con quale occhi vuoi che ti parli?
Lungo questi argini , si susseguono i volti, i sentimenti, patetici periodi.
Ha davvero scelto? Mi piacciono le panchine in legno , quelle che sono state dimenticate , quelle verdi, quelle a cui manca un asse ed un’altra è spezzata .
Allora mi siedo.
Trasportata da corrente ti chiamo, arrivi e ti parlo.
Credevi forse che saresti stata in me in modo dissonante da come tu sei una sfaccettatura di me stessa?
Lo sono anche le immagini mie che possiedi, sono tue, tue le idee e le sillabe…Sono te.
E mentre il sole cala, mentre questo corpo invecchia e mentre queste parole fluiscono, tu mi parli.
“Quante sono le leghe che un vascello può solcare in una bufera?”
“Credo siano tante quanto i nodi che si legano alle dita, più nodi si son annodati più la velocità rallenta, più si è nell’impossibilità d’agire , di proseguire.”
“Avevi detto che saresti stata ad ascoltarmi, mentre tu non desideri che non chiedere. Statica!
Metà me , metà Laura, non puoi non chiedere: nei hai l’obbligo , per dio , di farmi parlare, di farmi raccontare, di narrami, nell’accezione reale del mio essere!”
“Non credo mi sia possibile in toto, non mi è concesso conoscerti per quello che sei realmente , aimèh, tale prerogativa è data solo a te. Con ciò non eludo il desiderio di volerti sapere, si sa quello che si legge, quello che l’autore ha scritto sul suo testo pubblico…il resto è mio, immaginazione, è deduzione, affetto, il pensarti.
Tu vuoi un rapporto empatico per la sete di giustizia ma questa ti logora e ti screpola mani già legate.
Vuoi sapere realmente di me?
Non credo, mi farebbe piacere, ma non credo possa essere la rotta.
“ Lo vedi come sei fatta è sempre la stessa storia tu credi che non mi interessi nulla di te, che io ti chiami solo per sapere o raccontarti di Laura!”
“Si sono stupida ma sono anche molto realista Michela, quello che realmente può aggiungersi all’idea che hai di me non nega questa chiara e semplice considerazione: se l’uomo è spinto nelle sue azioni da scelte egoistiche, ciò non esclude l’amore ossessivo, Stronza? Si.
Ma se realmente vuoi possiamo anche dichiararci amicizia profonda…Ingannarci.
Stanca sono stanca,
Ti aspetto qui Michela, ora ti ascolto.
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venerdì 25 gennaio 2008
n.1
Donatemi qualsiasi Ovvietà ve ne scongiuro.
dell'alba il ricordo dolce
nell'amaro pomeriggio diniega te stesso
il tuo futuro bruto e pavido
indolente sera giungi a cristallizzare
queste dune di sabbia fragrante
scrocchia queste foglie d'acero e abbandona
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giovedì 24 gennaio 2008
Porchlight -Neko Case-
Pomeriggio caldo,
discariche d'auto al tramonto, fossi mezzi pieni e dettami luce/ombre bislunghi,
Ricordavi un un odore tu che osservi , ti volti e vai?
No, non credo, grazie è solo ... Che melanconia in questo posto di salici tagliati a fascine, di infiniti spazi occupati da pulviscolo,
Hai visto,
mentre fumi sembri una ciminiera, in controluce un divano sbattuto e messo a nuovo per un' arrivo?
No, non ho notato nulla, se non il vento che schiaccia quest'erba incolta al suolo, ricordo di aver pensato, in questa luce calda: mi servirebbe un ombrello per non ustionarmi con le tue parole.
Ah! allora puoi anche ricordare di stendere queste braccia, di allungarle nere fino ai miei piedi e raggiungere queste labbra colorate a violetto.
Forse, mi piacerebbe di più credere che tu stia avvicinando a questo campo di grano
Guarda che non è Estate
No, hai ragione tengo le finestre di casa ancora chiuse...
Ecco, ho la Febbre!
Si, beh puoi sempre dipingere?
E' che non lo so fare, i miei non son disegni da web, son tutti fatti a mano, e per lo più bruttini
del tipo ...
...Ecco, passato, defunto, uno sbadiglio spero tu possa capirne l'efficacia.
campi di grano mozzati da una luce che li ricorda e il rumore rotto d'acqua contro sassolini e canne, auto disperse e te che t'allontani.
Torni?
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martedì 22 gennaio 2008
Concert Part.1 n1
Come è tutto fermo, come osano deturparmi la vista, tazza vuota ricordi l'aroma del caffè?
profumo di castagni e d'auto il rumore di chi va distante, caldo sole, calma: dietro finestre forse sughi a bollire e giardini che sanno di prato secco e del primo sudore d'un guardiano nascosto tra le siepi.
Non è Aprile, lo ricorda, ma è Gennaio.
Tutto ciò che serve a rendere ancor di più la distanza.
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venerdì 18 gennaio 2008
Astro-no-mia
Nuovo giorno inizio, tra questa nebbiolina tra queste navi ancorate: un Leggatt, che va, che è partito che è in me, che vorrebbe il suo Don Fabrizio che ci evaporerebbe assieme tra una DonnaFugata, tra un un aranceto, una zagara o nelle fattezze di statua tra fontana. Secondo Ufficiale , Mio Conrad, imbasti le telacce di quest'anima come se fosse un cielo , non osservarmi Gattopardo , non vedi sono nuda, so che per te è appassionante l'astronomia ma è il mio corpo, è la mia pelle: non toccarla!
Uno scorpione hai detto, Joseph, uno scorpione caduto nel tuo calamaio? Anche io questa mattina ne ho trovato uno forse per rendermi conto , forse perché la Villeggiatura a Donnafugata diviene sempre più un ricordo e queste stanze le ho aperte tutte , No, caro Tomasi non sono nobile , le conosco tutte le stanze , le conosco e le assaporo, forse Borghese , forse ricordi comuni?
Oggi nasce Margherita, Oggi nasce mia sorella Giulia, Oggi nasce sua figlia, Oggi svanisce la nostra intimità violenta di sorelle di ricordi comuni, di emozioni condivise, Oggi ne avrà una importante , una nuova ed unica , Dove caccerà , Dove andranno a nascondersi i suoi ricordi accomunati ai miei?
Auguri Giulia.
Salve Margherita.
Piacere, sono Bruna, tua zia lo sai avevamo una casa la nostra Donnafugata, avevamo la nostra terra che è grassa che è dolce che taglia come la meiga , il granoturco falciato che è la nostra infanzia che era la nostra fontana , che era la nostra adolescenza che era bonaccia che sei tu questa stella che Conoscerò, questo astro non mio.
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sabato 5 gennaio 2008
Aim For A Smile - Slowblow
Pioggia che scioglie la neve e la neve scompare.Le renne e gli elfi di lana cotta si coloronano alle finestre, riprendono il verde ed il rosso: finito il tempo del controluce, contro i tetti innevati.
Domani il treno parte senza biglietto. mi accaloro di già pensando che tra breve un grembo mi accoglierà , forse la libreria delle donne o l'Einaudi o la Feltrinelli e Massimo che gira cerca i libri per Elena ed io il mio nuovo calendario e un biglietto per il treno.Non mi piace cadenzare lo scandire del giorno però è un giorno bello e magari nevica ancora. magari possiamo ridere, magari giocando a fissa questi occhi che prima o poi si imbarazzano e s'arcuano e si invecchiano con rughe e saltelli del petto possiamo anche passeggiare sotto braccio, una danza: io che passo il mio braccio nello spazio che ha creato il suo, lui che mi prende la mano mi fa scivolare avanti a sé è ridendo mi dice che si , che è più giusto che lui sia all'esterno, e dire che gli hanno negato la danza,: il mio tronco di quercia , soldato del bosco, son sicura che rideremo.
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venerdì 4 gennaio 2008
Crosses -José González-
Per te che clandestino vai, che ogni incrocio smerigli le carte, che per ogni incontro leggi memorie, sfogli foto e denudi il seno.
Per te che clandestino vai, mangiando le vite divorando caleidoscopi.
Lampioni alti e luci a terra sempre più soffuse.
Dove nascondi il fardello? Autostrade che rincorrono le tue labbra.
Per te che clandestino vai, decanta in circolo questa bonaccia.
Per te che clandestino vai, destinato a frugare nelle maniche, a tirare qualche assioma per far quadrare le immagini: dentro retro/verso gigli fiorentini;fuori sempre un cappio ove appendere il tuo volto tintinnante e ripartire.
Fa ridere vederti guardare in fondo.
Fa ridere scoprirti ridere.
Per te che clandestino vai inforcando capelli nelle pieghe di pagine che non comprendi, che dimentichi.
Per te che nella notte affili lame, che intaschi e infilzi tradotte.
Per te che clandestino vai amandoti un pò meno, tradendo scoperto amante.
Per te che getteresti questi versi.
Per il bene che ti voglio ho inchiodato le lancette e sempre potrebbe essere l'ora che desideri.
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