Per te che clandestino vai, che ogni incrocio smerigli le carte, che per ogni incontro leggi memorie, sfogli foto e denudi il seno.
Per te che clandestino vai, mangiando le vite divorando caleidoscopi.
Lampioni alti e luci a terra sempre più soffuse.
Dove nascondi il fardello? Autostrade che rincorrono le tue labbra.
Per te che clandestino vai, decanta in circolo questa bonaccia.
Per te che clandestino vai, destinato a frugare nelle maniche, a tirare qualche assioma per far quadrare le immagini: dentro retro/verso gigli fiorentini;fuori sempre un cappio ove appendere il tuo volto tintinnante e ripartire.
Fa ridere vederti guardare in fondo.
Fa ridere scoprirti ridere.
Per te che clandestino vai inforcando capelli nelle pieghe di pagine che non comprendi, che dimentichi.
Per te che nella notte affili lame, che intaschi e infilzi tradotte.
Per te che clandestino vai amandoti un pò meno, tradendo scoperto amante.
Per te che getteresti questi versi.
Per il bene che ti voglio ho inchiodato le lancette e sempre potrebbe essere l'ora che desideri.
venerdì 4 gennaio 2008
Crosses -José González-
Edito da brumax alle 02:26
Etichette: Tra -Dotto-In/m-Proprio(...se solo sapessi cosa dicono)
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